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Le prigioniere politiche, le più vulnerabili

06.03.2026

Ciao! Sono Ksenia Fadeeva.

Oggi è il 6 marzo, dopodomani è la Giornata internazionale della donna. Sai bene quanto me che non è la festa della primavera e delle «belle donne», ma la giornata della lotta delle donne per i propri diritti.

Purtroppo per ora ci troviamo in un momento storico in cui i diritti dei nostri concittadini non valgono nulla, a prescindere dal genere. Uno dei gruppi più vulnerabili in Russia oggi sono le prigioniere politiche: sono centinaia.

Oltre a tutte le sofferenze e le privazioni che sopportano gli uomini in carcere, sulle donne pesa anche una pressione specifica di genere.

Sulle donne è più facile fare pressione minacciando di toglier loro i contatti con i figli; la solidarietà tra detenute nelle colonie femminili funziona peggio che in quelle maschili (la maggior parte delle donne collabora con l’amministrazione, perché vuole tornare a casa al più presto).

Tutte le detenute nelle colonie femminili, senza eccezione, sono obbligate a lavorare: rifiutarsi non è possibile. La maggior parte lavora nei laboratori di sartoria. Sai quanto guadagna in media una detenuta per il suo lavoro pesante? Mille e cinquecento, duemila rubli. Il lavoro sempre da sedute provoca piaghe da decubito, e i tessuti trattati con impregnanti tossici causano malattie ai polmoni.

Ed ecco il kit igienico che viene dato a ogni detenuta per un mese: un tubetto piccolo di dentifricio, 10 assorbenti, un rotolo di carta igienica, una saponetta.

Sul sapone voglio dire una cosa a parte. Ricordo ancora il suo «profumo». Le detenute lo chiamano «sapone da cani» per il suo odore disgustoso e nauseante. Ma secondo me è ingiusto nei confronti dei cani. Credimi, qualsiasi cane, anche non pulitissimo, ha un odore molto migliore di questo «prodotto per l’igiene».

Il kit per l'igiene personale del servizio penitenziario per le donne condannate e in custodia cautelare

Vedi in questo kit uno shampoo, uno spazzolino, un rasoio? No, perché non ci sono. Secondo il servizio penitenziario, alle donne in carcere tutto questo non serve. Cose di base, che non si possono certo chiamare lussi, come un deodorante, una crema qualsiasi, un balsamo, per la maggior parte delle donne in carcere sono letteralmente un sogno. Secondo il regolamento interno la doccia spetta due volte alla settimana. Per essersi lavata i capelli nel lavandino della baracca si può facilmente finire in cella di isolamento.

In queste condizioni conservare la dignità umana è molto difficile. Sei già schiacciata dall’isolamento, lontana dalla tua famiglia. Ma a questo sistema disumano sembra non bastare: la volontà e la dignità delle donne vengono calpestate impedendo loro semplicemente di tenere pulito il proprio corpo.

Se a volte ti sembra che i prigionieri politici siano così tanti, e le condizioni in cui vivono così terribili, che la tua piccola donazione non possa servire a niente, ti prego, sappi che non è così.

In vista dell'8 marzo ti chiedo: per favore, attiva una donazione periodica di 8 euro!

I prodotti per l’igiene finiscono, per questo le donne hanno bisogno del nostro sostegno ogni mese. I tuoi 8 euro sono uno shampoo dal buon profumo, un sapone decente, assorbenti, una crema per le mani, un rasoio, un deodorante. Oppure un bagnoschiuma, salviette umidificate, spazzolino e dentifricio, una crema per il corpo, una spugna.

A cosa serviranno i tuoi 8 €

Sono tutte cose semplicissime, senza le quali fuori non riusciamo a immaginare la nostra vita; in carcere diventano non solo prodotti per l’igiene, ma un enorme sostegno, perché grazie a loro puoi avere un aspetto e sentirti come un essere umano.

Grazie per la tua empatia e per la tua disponibilità ad aiutare.

Un caro saluto,
Ksenia Fadeeva

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